Manico in legno: pro, contro e come curarlo
Il manico in legno è la scelta di chi vuole una presa calda, naturale e piacevole, ed è disposto a lavare il coltello a mano e ad asciugarlo subito. In cambio di queste piccole attenzioni dà una sensazione che la plastica non restituisce. Il suo nemico è l'acqua: l'ammollo e la lavastoviglie lo rovinano molto più in fretta dell'uso quotidiano. Il legno, poi, non è tutto uguale: un palissandro massello e un legno Pakka chiedono cure diverse.
Manico in legno: pregi e difetti in sintesi
I pregi:
- è gradevole al tatto e non si scalda né si raffredda come il metallo;
- offre una buona presa anche quando la mano è un po' umida;
- ogni pezzo ha venature proprie, quindi non esistono due manici identici;
- se si opacizza, spesso basta un po' d'olio per rimetterlo in sesto.
I difetti:
- il legno assorbe e rilascia umidità, quindi con l'acqua può gonfiarsi, ritirarsi o fessurarsi;
- la lavastoviglie è fuori discussione;
- chiede più attenzione di un manico sintetico, soprattutto se lavori carne cruda o pesce e devi pulirlo a fondo;
- con il tempo cambia colore e aspetto, cosa che ad alcuni piace e ad altri no.
Non tutti i legni sono uguali
Quando si parla di coltelli con manico in legno si mettono insieme materiali che si comportano in modo diverso. La distinzione più utile è quella tra legno naturale e legno stabilizzato.
Palissandro
Il palissandro è un legno duro e scuro, molto usato in coltelleria. È il materiale di tutti i coltelli della serie Okinawa, che lo abbina a una ghiera in nylon nel punto in cui il manico incontra la lama. Essendo legno naturale, è quello che beneficia di più di un'oliatura periodica.
Cocobolo
Il cocobolo è un legno tropicale denso, dalle venature molto marcate. In catalogo lo trovi sul coltello da chef Yakovlev da 200 mm, dove è abbinato a una lama con codolo passante. Anche qui valgono le regole del legno naturale: poca acqua, asciugatura immediata.
Legno Pakka
Il Pakka è un legno stratificato e impregnato di resina: resta legno alla vista e al tatto, ma si comporta quasi come un composito. Sui coltelli della serie Kaiju è denso e resiste sia all'umidità sia agli odori. È il compromesso più comodo per chi ama l'aspetto del legno ma non vuole pensarci troppo. Attenzione però: resistere all'umidità non significa poter finire in lavastoviglie.
Bamboo, il falso amico
Il nome inganna. La serie Bamboo non ha manici in legno: sono in acciaio inox, modellati a forma di canna di bambù. Se cerchi il legno vero, questa non è la linea giusta; se invece vuoi un manico che si lava senza pensieri, può fare al caso tuo.
Legno o materiali sintetici: il confronto
| Materiale | Al tatto | Rapporto con l'acqua | Manutenzione | Esempio SAMURA |
|---|---|---|---|---|
| Legno naturale | Caldo, vivo | Delicato | Oliatura periodica | Okinawa (palissandro) |
| Legno Pakka | Liscio, compatto | Resistente | Minima | Kaiju |
| G-10 | Tecnico, asciutto | Molto resistente | Nessuna in particolare | Mo-V |
| Plastica ABS | Leggero, semplice | Resistente | Nessuna in particolare | Harakiri |
| Acciaio inox | Freddo, solido | Resistente | Nessuna in particolare | Bamboo |
La tabella riguarda il manico: qualunque sia il materiale, le lame SAMURA vanno comunque lavate a mano. Se vuoi capire come cambia la presa con forme e materiali diversi, trovi un approfondimento nella guida all'ergonomia del coltello. La recensione della collezione Mo-V racconta invece l'alternativa tecnica in G-10.
Come curare un manico in legno, passo dopo passo
La routine è breve, e nella maggior parte dei casi ti porta via meno di un minuto.
- Lava il coltello subito dopo l'uso. Usa acqua calda, un detergente delicato e una spugna non abrasiva. Il lato ruvido della spugnetta opacizza il legno.
- Non lasciarlo nel lavello. L'ammollo è l'errore che costa di più: l'acqua si infiltra, soprattutto nel punto in cui il manico incontra la lama.
- Dimentica la lavastoviglie. Calore, detersivi aggressivi e umidità prolungata sono esattamente ciò che il legno sopporta peggio.
- Asciuga subito con un panno. Passa con cura anche la giunzione con la lama, poi lascia il coltello all'aria qualche minuto prima di riporlo.
- Tienilo lontano dalle fonti di calore. Il piano accanto ai fornelli o il termosifone seccano il legno e favoriscono le crepe.
- Riponilo bene. Un ceppo a setole o un portacoltelli dove la lama non tocchi il metallo protegge filo e manico. Trovi tutte le opzioni nella guida su come riporre le lame affilate.
Oliare il manico: quando e con che cosa
Il legno naturale va nutrito ogni tanto, ma non serve un calendario: è lui a dirti quando. Se appare opaco, secco o leggermente ruvido sotto le dita, è ora di intervenire. Il Pakka, essendo impregnato di resina, di norma non ne ha bisogno.
- Assicurati che il manico sia pulito e perfettamente asciutto.
- Versa poche gocce di olio minerale alimentare, quello che si usa anche per i taglieri, su un panno morbido.
- Stendilo sul legno seguendo le venature.
- Lascialo assorbire per qualche ora o per tutta la notte.
- Togli l'eccesso con un panno pulito.
Tieni lontani dal manico l'olio d'oliva e gli altri oli da cucina: con il tempo irrancidiscono e lasciano una patina appiccicosa e un cattivo odore. Se vuoi approfondire come si tratta il legno in cucina, la guida su quale tagliere scegliere affronta lo stesso materiale dal punto di vista del piano di taglio.
I problemi più comuni e come rimediare
| Problema | Causa probabile | Cosa fare |
|---|---|---|
| Legno opaco o spento | Lavaggi frequenti, aria secca | Una passata di olio minerale alimentare |
| Superficie ruvida | Fibre sollevate dall'acqua | Carta abrasiva molto fine, poi olio |
| Piccole crepe | Sbalzi di umidità e calore | Olio e meno acqua; se si allargano, valuta la sostituzione del coltello |
| Macchie scure sul legno | Umidità prolungata, residui di cibo | Pulizia con detergente delicato e asciugatura completa |
| Odori persistenti | Legno non ben asciugato dopo pesce o aglio | Lavaggio, asciugatura accurata, olio se il legno è naturale |
La lama ha le sue esigenze: se noti puntini scuri vicino alla giunzione, leggi la guida sul perché i coltelli arrugginiscono.
A chi conviene davvero il legno
Il manico in legno ha senso se lavi i coltelli a mano per abitudine, ci tieni all'aspetto dei tuoi strumenti e cerchi una presa naturale. Il sintetico è più adatto se in casa i coltelli passano di mano in mano e finiscono facilmente nel lavello, o se lavori spesso carne cruda e vuoi pensare solo a lavare e asciugare.
Chi vuole l'aspetto del legno senza troppe attenzioni può orientarsi sul Pakka; chi preferisce il legno naturale e le forme giapponesi tradizionali trova in Okinawa la scelta più coerente, come spiega la nostra recensione della serie Samura Okinawa. Tutti i modelli sono riuniti nella collezione dei coltelli con manico in legno.
Domande frequenti sul manico in legno
Un manico in legno è meno igienico di uno in plastica?
Dipende soprattutto da come lo tratti. Un manico integro, lavato subito e asciugato bene si pulisce senza problemi. Un manico crepato, invece, trattiene sporco e umidità, qualunque sia il legno, e va tenuto d'occhio.
Posso lavare in lavastoviglie un coltello con manico in legno?
No. Vale per il legno naturale e per il Pakka, e per la lama è comunque sconsigliata. Il lavaggio a mano richiede pochi secondi.
Ogni quanto va oliato il manico?
Non c'è una scadenza fissa. Oliarlo quando appare secco od opaco è il criterio migliore: se lo usi e lo lavi ogni giorno capiterà più spesso che su un coltello usato di rado.
Che differenza c'è tra palissandro e Pakka?
Il palissandro è legno naturale, con venature proprie e bisogno di un po' d'olio. Il Pakka è un legno stratificato con resina, più stabile e più resistente all'umidità e agli odori.
Il legno scivola quando la mano è bagnata?
Il legno offre una buona presa, ma nessun materiale è sicuro con le mani unte. Asciuga il manico e le mani durante la preparazione, soprattutto mentre lavori carne o pesce.