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Manico in legno: pro, contro e come curarlo

Coltello da chef Samura Kaiju 209 mm con lama martellata e manico in legno Pakka

Il manico in legno è la scelta di chi vuole una presa calda, naturale e piacevole, ed è disposto a lavare il coltello a mano e ad asciugarlo subito. In cambio di queste piccole attenzioni dà una sensazione che la plastica non restituisce. Il suo nemico è l'acqua: l'ammollo e la lavastoviglie lo rovinano molto più in fretta dell'uso quotidiano. Il legno, poi, non è tutto uguale: un palissandro massello e un legno Pakka chiedono cure diverse.

Manico in legno: pregi e difetti in sintesi

I pregi:

  • è gradevole al tatto e non si scalda né si raffredda come il metallo;
  • offre una buona presa anche quando la mano è un po' umida;
  • ogni pezzo ha venature proprie, quindi non esistono due manici identici;
  • se si opacizza, spesso basta un po' d'olio per rimetterlo in sesto.

I difetti:

  • il legno assorbe e rilascia umidità, quindi con l'acqua può gonfiarsi, ritirarsi o fessurarsi;
  • la lavastoviglie è fuori discussione;
  • chiede più attenzione di un manico sintetico, soprattutto se lavori carne cruda o pesce e devi pulirlo a fondo;
  • con il tempo cambia colore e aspetto, cosa che ad alcuni piace e ad altri no.

Non tutti i legni sono uguali

Quando si parla di coltelli con manico in legno si mettono insieme materiali che si comportano in modo diverso. La distinzione più utile è quella tra legno naturale e legno stabilizzato.

Palissandro

Il palissandro è un legno duro e scuro, molto usato in coltelleria. È il materiale di tutti i coltelli della serie Okinawa, che lo abbina a una ghiera in nylon nel punto in cui il manico incontra la lama. Essendo legno naturale, è quello che beneficia di più di un'oliatura periodica.

Cocobolo

Il cocobolo è un legno tropicale denso, dalle venature molto marcate. In catalogo lo trovi sul coltello da chef Yakovlev da 200 mm, dove è abbinato a una lama con codolo passante. Anche qui valgono le regole del legno naturale: poca acqua, asciugatura immediata.

Legno Pakka

Il Pakka è un legno stratificato e impregnato di resina: resta legno alla vista e al tatto, ma si comporta quasi come un composito. Sui coltelli della serie Kaiju è denso e resiste sia all'umidità sia agli odori. È il compromesso più comodo per chi ama l'aspetto del legno ma non vuole pensarci troppo. Attenzione però: resistere all'umidità non significa poter finire in lavastoviglie.

Bamboo, il falso amico

Il nome inganna. La serie Bamboo non ha manici in legno: sono in acciaio inox, modellati a forma di canna di bambù. Se cerchi il legno vero, questa non è la linea giusta; se invece vuoi un manico che si lava senza pensieri, può fare al caso tuo.

Legno o materiali sintetici: il confronto

Materiale Al tatto Rapporto con l'acqua Manutenzione Esempio SAMURA
Legno naturale Caldo, vivo Delicato Oliatura periodica Okinawa (palissandro)
Legno Pakka Liscio, compatto Resistente Minima Kaiju
G-10 Tecnico, asciutto Molto resistente Nessuna in particolare Mo-V
Plastica ABS Leggero, semplice Resistente Nessuna in particolare Harakiri
Acciaio inox Freddo, solido Resistente Nessuna in particolare Bamboo

La tabella riguarda il manico: qualunque sia il materiale, le lame SAMURA vanno comunque lavate a mano. Se vuoi capire come cambia la presa con forme e materiali diversi, trovi un approfondimento nella guida all'ergonomia del coltello. La recensione della collezione Mo-V racconta invece l'alternativa tecnica in G-10.

Come curare un manico in legno, passo dopo passo

La routine è breve, e nella maggior parte dei casi ti porta via meno di un minuto.

  1. Lava il coltello subito dopo l'uso. Usa acqua calda, un detergente delicato e una spugna non abrasiva. Il lato ruvido della spugnetta opacizza il legno.
  2. Non lasciarlo nel lavello. L'ammollo è l'errore che costa di più: l'acqua si infiltra, soprattutto nel punto in cui il manico incontra la lama.
  3. Dimentica la lavastoviglie. Calore, detersivi aggressivi e umidità prolungata sono esattamente ciò che il legno sopporta peggio.
  4. Asciuga subito con un panno. Passa con cura anche la giunzione con la lama, poi lascia il coltello all'aria qualche minuto prima di riporlo.
  5. Tienilo lontano dalle fonti di calore. Il piano accanto ai fornelli o il termosifone seccano il legno e favoriscono le crepe.
  6. Riponilo bene. Un ceppo a setole o un portacoltelli dove la lama non tocchi il metallo protegge filo e manico. Trovi tutte le opzioni nella guida su come riporre le lame affilate.

Oliare il manico: quando e con che cosa

Il legno naturale va nutrito ogni tanto, ma non serve un calendario: è lui a dirti quando. Se appare opaco, secco o leggermente ruvido sotto le dita, è ora di intervenire. Il Pakka, essendo impregnato di resina, di norma non ne ha bisogno.

  1. Assicurati che il manico sia pulito e perfettamente asciutto.
  2. Versa poche gocce di olio minerale alimentare, quello che si usa anche per i taglieri, su un panno morbido.
  3. Stendilo sul legno seguendo le venature.
  4. Lascialo assorbire per qualche ora o per tutta la notte.
  5. Togli l'eccesso con un panno pulito.

Tieni lontani dal manico l'olio d'oliva e gli altri oli da cucina: con il tempo irrancidiscono e lasciano una patina appiccicosa e un cattivo odore. Se vuoi approfondire come si tratta il legno in cucina, la guida su quale tagliere scegliere affronta lo stesso materiale dal punto di vista del piano di taglio.

I problemi più comuni e come rimediare

Problema Causa probabile Cosa fare
Legno opaco o spento Lavaggi frequenti, aria secca Una passata di olio minerale alimentare
Superficie ruvida Fibre sollevate dall'acqua Carta abrasiva molto fine, poi olio
Piccole crepe Sbalzi di umidità e calore Olio e meno acqua; se si allargano, valuta la sostituzione del coltello
Macchie scure sul legno Umidità prolungata, residui di cibo Pulizia con detergente delicato e asciugatura completa
Odori persistenti Legno non ben asciugato dopo pesce o aglio Lavaggio, asciugatura accurata, olio se il legno è naturale

La lama ha le sue esigenze: se noti puntini scuri vicino alla giunzione, leggi la guida sul perché i coltelli arrugginiscono.

A chi conviene davvero il legno

Il manico in legno ha senso se lavi i coltelli a mano per abitudine, ci tieni all'aspetto dei tuoi strumenti e cerchi una presa naturale. Il sintetico è più adatto se in casa i coltelli passano di mano in mano e finiscono facilmente nel lavello, o se lavori spesso carne cruda e vuoi pensare solo a lavare e asciugare.

Chi vuole l'aspetto del legno senza troppe attenzioni può orientarsi sul Pakka; chi preferisce il legno naturale e le forme giapponesi tradizionali trova in Okinawa la scelta più coerente, come spiega la nostra recensione della serie Samura Okinawa. Tutti i modelli sono riuniti nella collezione dei coltelli con manico in legno.

Domande frequenti sul manico in legno

Un manico in legno è meno igienico di uno in plastica?

Dipende soprattutto da come lo tratti. Un manico integro, lavato subito e asciugato bene si pulisce senza problemi. Un manico crepato, invece, trattiene sporco e umidità, qualunque sia il legno, e va tenuto d'occhio.

Posso lavare in lavastoviglie un coltello con manico in legno?

No. Vale per il legno naturale e per il Pakka, e per la lama è comunque sconsigliata. Il lavaggio a mano richiede pochi secondi.

Ogni quanto va oliato il manico?

Non c'è una scadenza fissa. Oliarlo quando appare secco od opaco è il criterio migliore: se lo usi e lo lavi ogni giorno capiterà più spesso che su un coltello usato di rado.

Che differenza c'è tra palissandro e Pakka?

Il palissandro è legno naturale, con venature proprie e bisogno di un po' d'olio. Il Pakka è un legno stratificato con resina, più stabile e più resistente all'umidità e agli odori.

Il legno scivola quando la mano è bagnata?

Il legno offre una buona presa, ma nessun materiale è sicuro con le mani unte. Asciuga il manico e le mani durante la preparazione, soprattutto mentre lavori carne o pesce.

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